Premio Trabucchi d'Illasi alla Passione Civile 2011
A CARLO PETRINI
fondatore di Slow Food e Terra Madre
Per il suo impegno, sin dagli anni ’70, a difesa della natura, per un nuovo modello di vita, per aver promosso in Italia e nel mondo una nuova idea di agricoltura, per la difesa della biodiversità, delle tipicità locali, per il contrasto allo strapotere degli speculatori internazionali nel mercato agricolo.
Per aver saputo coniugare nel proprio impegno la difesa della produzione locale, esortando alla valorizzazione delle tradizioni agricole e dei saperi
tradizionali, immettendoli nel solco della modernità.
Per aver dimostrato che i prodotti locali crescono meglio se allevati nel solco della tradizione, aprendosi alle innovazioni, sempre seguendo quello
spirito evolutivo fatto dall’equilibrio nel rapporto tra natura e mano dell’uomo, convinto che la produzione locale favorisce i produttori di piccola e
media scala, consentendo loro di vivere degnamente, con introiti adeguati al loro impegno, senza essere schiacciati dai meccanismi di grande scala.
Per aver creato Terra Madre, la più grande rete che mette in collegamento nel mondo coloro che lavorano la terra, cosicché ogni azione locale
innovativa possa moltiplicarsi e avere ripercussioni a livello mondiale, generando la forza per un nuovo modello economico, agricolo, alimentare e
culturale.
Per aver insegnato che la tradizione è rivoluzionaria perché invera ciò che non si è ancora realizzato: essere nella tradizione vuol dire essere in un
processo rivoluzionario di continuo cambiamento, qual è appunto quello nel quale Petrini vuole portare l’umanità.
Per il suo impegno nel cercare di superare l’attuale sistema di governo della politica e dell’economia mondiale, affidata alle nazioni più forti o ai
potentati dell’economia, essendo, invece, necessario un ampliamento che comprenda le rappresentanze politiche dei Paesi di grande rilievo demografico
e tutta la rete del mondo associativo, ossia le organizzazioni non governative, i grandi movimenti che operano sul fronte ecologico, della giustizia
sociale, del volontariato.
Con le sue attenzioni e i suoi richiami ha posto in evidenza il parallelismo tra globalizzazione finanziaria e alimentare: bisogna superare lo strapotere
delle forze globali sovra statuali, per riportare i diritti costituzionali e la democrazia nella regolamentazione dei mercati, per la difesa dei bisogni sociali,
delle istanze delle classi più deboli, perché esse non siano subalterne agli interessi economici dominanti.
Perché Carlo Petrini è un uomo che dimostra una fiducia di fondo, matura e responsabile, verso la vita e verso gli uomini
Giuseppe e Raffaella Trabucchi, Ascanio Celestini, Marco Paolini, Gino e Cecilia Strada, Milena Gabanelli, Enrico Faccio.