…Il vino metafora della passione
Il nostro è un premio semplice, in vino, simbolo stesso della Passione.
La famiglia Trabucchi, nella persona del Professor Giuseppe Trabucchi, impegnata nella Società Civile da generazioni, ha abbracciato volentieri l'idea di premiare, simbolicamente, con il proprio vino, chi, al di là di ideologie, si impegna con Passione autentica, senza retorica, nei confronti del prossimo, soprattutto verso chi è maggiormente in difficoltà. La giornata del conferimento è anche occasione di incontro e di festa, dove le persone si ritrovano per rinnovare l’entusiasmo per l’impegno gratuito, confrontandosi con chi lo pratica quotidianamente.
Con tutti i membri della Giuria seguiamo da sempre il difficile lavoro che Milena Gabanelli e tutta la Redazione di Report portano avanti con tanta passione e siamo Loro grati per questo.
La forza d’animo, la serenità con cui ci raccontano ogni volta temi e problematiche sociali, politiche, economiche e di costume, evidenziando spesso, purtroppo, il mal costume diffuso, senza ammiccare alla disgrazia e alla caccia al colpevole, ma fornendo la chiave di lettura di queste storture, quasi suggerendo una soluzione o una via d’uscita, con un giusto approccio non catastrofico anche ai problemi, apparentemente, più irrisolvibili, sono per noi non solo il segno di grande capacità di giornalismo svolto con serietà e professionalità ma anche la traccia inconfondibile della Passione, elemento fondamentale per sostenere le numerose difficoltà che incontra chi, come Voi, si impegna e crede nel proprio lavoro e nelle proprie idee e che contraddistingue le persone che ci onoriamo di premiare.
Enrico Faccio
Il Premio Trabucchi d'Illasi alla Passione Civile
Stretti tra la spinta verso l'apertura che proviene da conoscenze e saperi sempre più diffusi, e la paura che tenta a chiuderci in fortezze personali, ci rifugiamo sempre più nel controllo dei sentimenti o in una stanca disattenzione. È l’indifferenza - quella chiusura annoiata al mondo che impedisce di slanciare lo sguardo oltre l’ostacolo della realtà - a contrapporsi alla passione.
Nei tempi del disincanto cinico il fenomeno della passione, ridotto al mondo biologico delle pulsioni e relegato alla sfera del comportamento, è escluso dalle tante riflessioni sul desiderio di impegno civile. Eppure da sempre le passioni alimentano il tessuto mobile e accelerato del mondo, costituiscono materia culturale, incidono sui destini individuali e collettivi. Esprimono, insomma, il profondo legame tra cultura e vita, tra agire etico e società.
L'idea dell'inutilità dell'impegno sociale è un'opinione errata, perché ciascuno deve mettere il senso di una coscienza sociale in tutti gli atti della propria esistenza: non c'è nulla di più efficace del coniugare l'attività lavorativa con l'orientamento a valori collettivi e sociale che di questa attività possono essere l'effetto.
C'è oggi poca consapevolezza e fiducia della portata e degli effetti dell'azione soggettiva dei singoli: eppure non mancano gli esempi di uomini e donne che hanno mosso il mondo proprio con la loro azione individuale. Pur nella sua distratta indifferenza, la società sa ancora regalarci tanti spiriti liberi, talvolta ancora nascosti, che, con mente appassionata e con l’intelligenza del cuore, perseguono il rifiuto intellettuale per ogni forma di sopruso, e ci ridanno speranza nel destino umano. Facendo sì che il sogno personale diventi parte dei sogni di tutti.
È a questa riserva speciale di spiriti che è dedicato il Premio Trabucchi d’Illasi alla Passione Civile, nato nel 2007 dall'incontro di Ascanio Celestini, Enrico Faccio, Raffaella e Giuseppe Trabucchi, nella volontà di ribadire, in questo tempo in cui paiono prevalere interessi particolari ed egoismi, le ragioni dell’impegno e il valore di azioni spese per il progresso della collettività.


Il Premio alla Passione Civile
Un elemento sta alla base di ogni impresa, la passione, un’essenza così potente e contagiosa che rende capaci di scorgere cose che altri non vedono, di trasformare un sogno in un’idea e l’idea in realtà, di credere nelle possibilità del futuro.
E il futuro che vogliamo pensare ha un cuore antico, carico di storia, di segni e di radici, nasce dalla capacità di generare significato e valore attraverso la memoria. Il vino - che abbiamo scelto come simbolo del Premio alla Passione Civile, dedicato alle generazioni future - nella sua anima liquida che incarna il tempo, è simbolo dell’esistenza, metafora della pienezza e mutevolezza della vita, anch’esso essenza in grado di racchiudere il racconto della terra, delle persone, del lavoro. Della civiltà su cui affondano le radici delle tante vigne del nostro territorio. Una terra arricchita con valori che vogliamo continuare a coltivare.
Giuseppe Trabucchi